SEMINARIO | SCONFINAMENTI

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da mercoledì 6 maggio 2026 // h 17.45

Liceo D’Azeglio // via Parini, 8

SCONFINAMENTI

Eroi classici sulla scena, 2026

Elisabetta Pitotto

Il consueto appuntamento con “Eroi classici sulla scena” proporrà un’introduzione alle tre opere in cartellone al teatro greco di Siracusa, legate quest’anno al tema dello “sconfinamento“: i Persiani di Eschilo (472 a.C.), l’Antigone di Sofocle (442 a.C. ca.) e l’Alcesti di Euripide (438 a.C.).
Il concept 2026 si propone di seguire tre protagonisti intenti a valicare i limiti insiti nelle rispettive condizioni di sovrano, sorella e moglie: Serse, in un crescendo di tracotanza e di arroganza inarrestabili, perde il controllo razionale degli eventi e porta alla rovina un impero in apparenza invincibile; con dura determinazione, Antigone si oppone alle leggi della polis per rendere i dovuti onori funebri al fratello traditore della patria; in nome di un amore coniugale totalizzante, Alcesti varca addirittura la soglia per eccellenza, quella fra la vita e la morte.
Tre modi differenti di saggiare il limite, sfidarlo e abbatterlo, in tre “grandi classici” che incarnano le varie sfaccettature dell’eroe tragico e sollevano quesiti sempre attuali. 


Antigone era un’individualista, per la quale la polis non contava, non esisteva: per Creonte, dunque, era la personificazione dell’inconcepibile, dell’intollerabile, un pericolo inaccettabile.
Antigone, da Eva Cantarella, Contro Antigone o dell’egoismo sociale

mercoledì 6 maggio

LEZIONE 1

Sofocle. ANTIGONE

Lo sconfinamento, per Antigone, si colloca sul piano della polis e della legalità: significa opposizione allo zio Creonte, adesione appassionata alle leggi degli dèi e rifiuto incrollabile delle norme civili. La lezione seguirà in particolare lo scontro fra la giovane e il tiranno, con una riflessione sui limiti della convivenza civica e sul difficile rapporto fra “egoismo sociale” ed esigenze comunitarie.


Un altro muore, tu vivi: questo è il dono di Apollo. Dono insidioso, però: servirebbe un eroe o un innamorato. Admeto vuole evitare, sì, di scendere nell’Ade, ma nello stesso tempo sacrificare una vita comporta l’apertura di una crepa. Chi vorrà farlo? I due vecchi genitori? Un amico fraterno, un servo? No, nessuno. Solo una donna accetta di morire al posto suo, la sposa Alcesti. Un sublime esempio d’amore? Sì, ma non solo per il marito.
Alcesti, da Giulio Guidorizzi, Pietà e terrore

mercoledì 20 maggio

LEZIONE 2

Euripide. ALCESTI

Lo sconfinamento, per Alcesti, si colloca sul piano esistenziale di vita e morte: significa sacrificio per il marito Admeto, gesto lungimirante nei confronti dei figli, perfino sfida per verificare la fedeltà e l’amore del coniuge. La lezione seguirà in particolare il diverso atteggiamento della sposa e degli anziani genitori quando si tratta di varcare il limite verso l’Ade, e l’intervento di Eracle a ribaltare una decisione altrimenti irrimediabile.


L’universo appare trasformato: in ogni cosa si annida un prodigio, la realtà è insidiata da epifanie demoniache. Eschilo racconta eventi di pochi anni prima, ma riufiuta ogni soluzione realistica.
Persiani, da Giorgio Ieranò, Atene sulla scena

mercoledì 27 maggio

LEZIONE 3

Eschilo. I PERSIANI

Lo sconfinamento, per Serse, si colloca infine sul piano dell’ordine cosmico: significa sovvertimento degli elementi naturali, imposizione di nuove caratteristiche topografiche e determinazione tracotante a invadere la Grecia, ai suoi occhi terra insignificante alle propaggini estreme dell’impero. La lezione seguirà in particolare le diverse fasi della spedizione, nel racconto straordinario che un autore greco riserva alla battaglia di Salamina dal punto di vista degli sconfitti. 


Elisabetta Pitotto

Elisabetta Pitotto insegna Letteratura del Mondo classico presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università di Torino e, per il Club di Cultura Classica, tiene annualmente il seminario “Eroi sulla scena”, dedicato alla stagione INDA siracusana.