INCONTRI con la cultura classica | Programma 2022/23

INCONTRI

Le conferenze ibride (presenza + diretta streaming) del Club di Cultura Classica “Ezio Mancino” ONLUS

in collaborazione con la Biblioteca civica “Natalia Ginzburg” di Torino e con il patrocinio di Città di TorinoBiblioteche civiche torinesipolo culturale Lombroso16

Anno 2022/23

un mercoledì al mese, alle ore 18.00

Le prenotazioni per ogni incontro aprono tre settimane prima. A questa pagina il link per registrarsi (in presenza e online)

PROSSIMO INCONTRO: mercoledì 15 febbraio, ore 18.00 | Biblioteca Ginzburg (via Lombroso 16, Torino)
STORIE E MISTERI NELLA TARDA ANTICHITÀ, E DOPO | PIERO BOITANI E BARBARA CASTIGLIONI

mercoledì 5 ottobre 2022

INAUGURAZIONE XIX ANNO

con la straordinaria partecipazione di Nicola Gardini 

mercoledì 26 ottobre 2022

L’ANIMA DEL TIRANNO

Giulio Guidorizzi e Chiara Lombardi 

Un incontro per ragionare sull’anima – individuale e politica – del tiranno, un ruolo che attraversa storia, filosofia e letteratura dalle origini delle civiltà ai giorni nostri. Chi è il tiranno? Qual è il suo rapporto con il potere? Quali sono i meccanismi di affermazione? E di distruzione? Il tiranno è, per sua intrinseca natura, una persona mentalmente disturbata? Oppure lo diventa a mano a mano che sale i gradini del potere assoluto e si allontana quindi dall’umanità in quanto tale? A partire dall’analisi condotta da Platone nella Repubblica, e dai ritratti di Plutarco, Tacito e Seneca, il confronto tra Giulio Guidorizzi e Chiara Lombardi si calerà nelle profondità e nel destino tragico dei tiranni shakespeariani per arrivare a Camus, ai grandi paradossi performativi del suo Caligola, fino alle dittature contemporanee e alle loro rappresentazioni.

mercoledì 16 novembre 2022

DALLA DAMNATIO MEMORIAE ALLA CANCEL CULTURE

Alice Borgna e Massimo Manca 

La storia si scrive sulla sabbia, non si scolpisce su pietra; la memoria non è un possesso per sempre, ma viene costantemente rielaborata a seconda delle epoche, delle sensibilità delle ideologie, a volte in modo inconsapevole, a volte secondo strategie precise. Il concetto di cancel culture, di derivazione angloamericana, ora oggetto di frequenti dibattiti, critiche e talora fraintendimenti, non fa che riproporre meccanismi di manipolazione dell’immaginario che si possono riscontrare fin da quando l’uomo è uscito dalla preistoria, decidendo di conservare memoria di sé e degli altri e di stabilire che cosa si dovesse conservare e che cosa fosse inutile o inopportuno ricordare.
L’intervento, in forma di dialogo tra latinisti, discute i meccanismi della cancellazione e modifica del ricordo nelle culture classiche per vedere quanto essi siano ancora sfruttati, quali differenze presentino rispetto ai meccanismi odierni, se in questo senso possiamo considerare l’antichità “vicina” o “lontana”.

Eccezionalmente sabato 3 dicembre 2022, ore 10.00 c/o LICEO D’AZEGLIO (via Parini, 8)

LA POLITICA PERICLEA DI LAVORI PUBBLICI: LO ‘STATO SOCIALE’ ATENIESE

in collaborazione con Circolo dei Lettori per la rassegna FESTIVAL DEL CLASSICO

Luciano Canfora

In che senso l’Atene di Pericle (ma già prima di lui, in sostanza a partire dal consolidarsi dell’impero) può definirsi uno “Stato sociale”? Per almeno due ragioni: (a) il sostengo economico pubblico ai poveri,  (b) la politica edilizia come strumento di “piena occupazione”. Questa terminologia apparentemente modernistica non deve stupire: la metafora, lo vedremo, è legittima. Altra questione è per quali ragioni questo impianto della società ateniese sia stato potenziato particolarmente nei non pochi anni dell’egemonia di Pericle nel quadro del regime democratico ateniese.

mercoledì 11 gennaio 2023

LUCREZIA E LE ALTRE. STORIE DI DONNE IN ROMA ANTICA

Mario Lentano e Anna Maria Urso 

In un giorno di febbraio del 509 a.C. Sesto Tarquinio, figlio del re Tarquinio il Superbo, si presentò a casa della bellissima Lucrezia, di cui da tempo si era invaghito; accolto dalla donna, moglie del suo congiunto Collatino, a notte fonda abusò di lei, quindi rientrò nell’accampamento dal quale si era allontanato qualche ora prima. Quella violenza mise in moto una catena di eventi che condusse nel giro di pochi giorni al suicidio della matrona e alla rivolta popolare destinata a porre fine al regime monarchico. Protagonista suo malgrado di un evento epocale, icona di fedeltà coniugale e insieme donna capace di decidere della propria vita e della propria morte, Lucrezia diventava così l’eroina più significativa della tradizione leggendaria romana, che continuò instancabilmente a narrare la sua storia e ne fece il modello di riferimento per le donne dei secoli successivi, ben oltre la fine del mondo antico.

mercoledì 15 febbraio 2023

STORIE E MISTERI NELLA TARDA ANTICHITÀ, E DOPO

Piero Boitani e Barbara Castiglioni 

L’intervento è centrato su Plutarco come storico e saggista. Plutarco, greco, vive a Roma forse tra il 72 e il 92 d.C., poi a Delfi, dove è sacerdote del santuario all’incirca dal 90 in poi. Cittadino Romano, dignità consolare, procuratore. Nasce insomma sotto Claudio e passando per gli imperatori della dinastia giulio-claudia e i Flavi, arriva sino a Traiano e Adriano. Plutarco crea un tipo particolare di biografia-storiografia con le Vite parallele, e alla storia e ai misteri della sua epoca torna spesso nei Moralia, la sua monumentale collezione di saggi, tra i quali sono importantissimi i «dialoghi delfici».

Piero Boitani e Barbara Castiglioni inizieranno il loro racconto partendo dal discorso di Marco Antonio sul corpo di Cesare dopo l’assassinio, presunta fonte, dalle Vite parallele di Plutarco, di Shakespeare nel Giulio Cesare; ma assai più probabilmente la fonte è Appiano. Proietteranno qui la scena del Giulio Cesare shakespeariano con Antonio che tiene la famosa orazione impersonato da Marlon Brando. Verranno poi discussi i problemi inerenti all’inizio dell’Impero e letto un brano dalle Tre favole romane di Piero Boitani, dove chi scrive è Ottaviano Augusto.

La visione storica di Plutarco emerge anche dal saggio Il tramonto degli oracoli, dove viene annunciato che «il grande dio Pan è morto», cioè in sostanza che il paganesimo antico è finito: verranno citate a questo proposito le interpretazioni fornite da due moderni, John Milton, l’autore di Paradiso perduto, nella sua ode Sul mattino della Natività di Cristo, e Joseph Conrad, il romanziere polacco divenuto straordinario scrittore inglese, autore di Cuore di tenebra, nel suo Specchio del mare.

mercoledì 15 marzo 2023

I SOGNI IN GRECIA E A ROMA

Simone Beta e Aglaia McClintock 

Non in tutte le culture, e non sempre in una stessa cultura, una linea di demarcazione netta separa lo stato della veglia da quello del sogno. Collegato agli stati di coscienza in cui prevalgono la riflessione e i fantasmi interiori (la meditazione, l’estasi, la possessione e alcune forme di allucinazione) il sogno occupa in molte delle società antiche un posto rilevante: rientra tra le esperienze significative sul piano personale ed ha un suo ruolo riconosciuto nelle istituzioni.

Per indicare in un’unica espressione l’intero mondo umano senza nulla escludere i Greci usavano l’espressione “ciò che appartiene alla realtà e ciò che appartiene al sogno”. Nel mondo dei sogni era possibile incontrare gli amici lontani, i morti, gli dèi: né le persone comuni, né gli intellettuali lo avrebbero liquidato come illusione. E la grande filosofia (Democrito, Platone, Aristotele), anche quando spiega in maniera razionalistica gran parte delle esperienze oniriche, continua a utilizzarne il complesso arco simbolico fino a connotare la stessa realtà come sogno.

mercoledì 19 aprile 2023

ATENE: LA STORIA, IL MITO

Giorgio Ieranò e Donatella Puliga

Atene è considerata, da millenni, la quintessenza di tutto ciò che è greco. Nell’antichità i suoi cittadini si vantavano di essere autoctoni, tutti originari di quella stessa terra che abitavano da millenni. Lo rimarca anche il mito, narrando la storia del primo sovrano di Atene, il re-serpente Cecrope, sbucato direttamente dal suolo. Ma, nel corso della sua avventura millenaria, Atene ha cambiato natura più volte: è stata città romana e bizantina, dominio dei catalani e dei fiorentini, ha conosciuto i sultani ottomani e i re bavaresi. Continuando a trasformarsi e a reinventarsi, seppure in un continuo dialogo con le memorie, sovente idealizzate, del suo passato. Oggi l’immagine di Atene resta spesso incagliata tra gli stereotipi del classicismo e i luoghi comuni del turismo (d’élite o di massa). Ma forse resta ancora aperta la possibilità di vederla con occhi diversi.

mercoledì 17 maggio 2023

ESSERE MITICI

Anna Ferrari e Gigi Spina

È difficile immaginare la cultura greca e romana a prescindere dai meravigliosi racconti della mitologia: gli dèi, gli eroi, i luoghi e le vicende del mito sono indissolubilmente associati alla civiltà classica e ne hanno ispirato l’arte, la letteratura, la religione, il modo di vivere e di pensare. Con la fine del mondo antico poi il mito non è scomparso: quel ricchissimo patrimonio di storie ha continuato a essere rivisitato nei secoli, assumendo nuove vesti e una nuova imprevedibile vita. Ma non solo: accanto o al posto di quelli antichi, nuovi miti si sono affermati nel tempo, generando anche ai nostri giorni nuovi eroi dell’immaginario e “mitizzando” figure storiche, luoghi ed eventi di ieri e di oggi.  Con meccanismi spesso diversi, ma talvolta sorprendentemente simili a quelli che produssero, tanti secoli fa, personaggi e storie immortali. Su questa persistenza e vitalità del mito anche nella dimensione disincantata di oggi e sulla sua funzione nella società contemporanea cercheremo di proporre qualche riflessione.