La notte nazionale del Liceo Classico
II Edizione

venerdì 15 gennaio 2016

 

 

Si è svolta venerdì 15 gennaio 2016 – in più di un centinaio di licei in tutta Italia – la II Edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico.

Al Liceo D’Azeglio di Torino, dopo i saluti della Dirigente, prof.ssa Chiara Alpestre, ha aperto la serata la professoressa Cinzia Manfredi che, in rappresentanza del CCC, ha tenuto un intervento su “La conoscenza come motore del progresso”. Si sono poi susseguiti intermezzi musicali, letture di testi della letteratura latina e greca, drammatizzazioni e canti degli studenti dell’istituto, il tutto all’insegna della valorizzazione e della promozione degli studi classici.
Ad allietare anche i sensi e il palato dei presenti, la degustazione di piatti tipici dell’antichità offerta da Archeoricette, con l’archeologa Marta Berogno e il cuoco Paolo Antonio Cancedda, nomi noti ai membri della nostra associazione, insieme a quello del fondatore di Archeoricette, Generoso Urciuoli, uno dei conferenzieri più apprezzati da chi segue le nostre attività.

Al centro dell’iniziativa, nata lo scorso anno da un’idea del professor Rocco Schembra, docente del liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, la volontà di far conoscere l’identità dei vari licei, quali luoghi di formazione legati alla tradizione, ma vivaci e innovativi nelle loro proposte educative e didattiche. Le attività della serata hanno avuto come filo conduttore il progresso umano e i suoi limiti e, trattandosi di una manifestazione su scala nazionale, gli argomenti trattati sono stati gli stessi per tutti i licei classici italiani, che – nonostante le innumerevoli polemiche di questi anni – continuano a fornire una formazione competitiva e insostituibile.

La notte bianca dei licei è una delle iniziative nate proprio allo scopo di ribadire l’importanza degli studi classici, messi spesso da parte, negli ultimi anni, e sofferenti in termini di presenze, a causa della percezione sempre più diffusa che il liceo classico sia ormai superato ed eccessivamente legato all’insegnamento delle lingue antiche, mentre altre scuole, come il liceo scientifico, in cui si dà più spazio alle materie scientifiche e alle lingue straniere, paiono più al passo coi tempi.
Eppure, nonostante il liceo classico risenta innegabilmente dell’esigenza di un rinnovamento e sia indiscutibile che in questi decenni poco si sia fatto per adeguarne la struttura alle rinnovate esigenze della società, la grande partecipazione alla manifestazione ha dimostrato che i messaggi del mondo antico sono tutt’altro che obsoleti e che anche questo indirizzo, fino a qualche anno fa considerato il più prestigioso, è in grado di ampliare la sua offerta formativa e di aprirsi alla tecnologia e agli scambi culturali.

La notte bianca potrebbe segnare l’inizio di una nuova rotta, sfatando i pregiudizi sulla cultura classica e sulle lingue che la caratterizzano: il latino e il greco, spauracchio di tanti genitori che, talvolta senza conoscerle, temono per i loro figli; studio inutile per i fanatici della tecnologia e delle scienze, convinti – contro ogni logica – che proprio la scienza possa farne a meno; patrimonio culturale superato per i sostenitori ad oltranza dell’inglese e delle lingue moderne, che ignorano le origini di quelle lingue che vogliono che i figli imparino.

Le lingue classiche, come tante volte abbiamo ribadito, sono tutt’altro che “morte”; al contrario, sono più vive che mai e estremamente utili per proseguire un cammino di studi, qualsiasi esso sia. Non sarà un caso se sono molti gli ingegneri informatici o gli esperti di matematica diplomati al liceo classico, segno inequivocabile che questo tipo di scuola consente un approccio al metodo di studio che si rivela una vera e propria arma vincente.