SIRACUSA, SULLA SCENA NEL 2018

a cura di Elisabetta Pitotto

 

3 incontri

marzo – aprile 2018

 

“Siracusa, sulla scena nel 2018” è un ciclo di tre incontri seminariali dedicati all’analisi delle opere che verranno rappresentate al teatro greco di Siracusa nei prossimi giugno e luglio: l’Edipo a Colono di Sofocle, l’Eracle di Euripide e I cavalieri di Aristofane.

Gli eroi protagonisti verranno seguiti nella loro parabola esistenziale: dal trono tebano (Edipo) e dalle eroiche, ormai proverbiali “dodici fatiche” (Eracle) fino all’elaborazione dei dolori che il destino ha in serbo anche per gli uomini più valenti. Esiste al termine del cammino un punto di approdo sereno e sicuro? I benevoli interventi di Teseo, chiamati a risolvere l’intreccio sia nella tragedia di Sofocle sia in quella di Euripide, sembrerebbero indicare la città di Atene. Ma quale quadro emerge a questo riguardo dalla affilata parodia aristofanea, che ci restituisce una città nelle mani del Salsicciaio?

Una risposta nelle tre conferenze di giovedì 8 marzo, martedì 20 marzo e mercoledì 4 aprile alle ore 17.00, presso la nostra sede del liceo D’Azeglio in via Parini 8.

 

Siracusa_2017_Club_Cultura_Classica

 

“Edipo a Colono” di Sofocle

giovedì 8 marzo 2018, ore 17.00

Un lieto fine per la saga dei Labdacidi?

L’Edipo a Colono, rappresentato postumo nel 406 a.C., porta sulla scena un protagonista ormai vecchio che, dopo essersi tolto la vista per orrore alla scoperta di aver commesso parricidio e incesto (si rimanda per questo antefatto alla lettura dell’Edipo re), vaga accompagnato dalla fida figlia Antigone e giunge nel bosco sacro delle Eumenidi, a Colono, nei pressi di Atene.
Qui Edipo viene coinvolto, suo malgrado, nella lotta per la supremazia che infuria a Tebe fra i membri superstiti della sua famiglia: i figli Eteocle e Polinice, in lotta fratricida per il trono, e lo zio/cognato Creonte, che cerca di persuaderlo con la forza e le minacce a tornare in patria. A difenderlo, proteggerlo e accompagnarlo fino allo scioglimento sarà Teseo, allora sovrano di Atene.

Una curiosità…
In questa versione della saga labdacide, Edipo è fatto oggetto di culto a Colono; la medesima sorte tocca dopo la morte anche a Sofocle, autore della tragedia in esame. Il poeta ricevette culto eroico in quanto δεξίων, lett. “colui che accoglie”, con riferimento alla sua adesione al culto di Asclepio.

 

“Eracle” di Euripide

martedì 20 marzo 2018, ore 17.00

La follia di Eracle e la benevolenza di Teseo

L’Eracle di Euripide inizia portando sulla scena un personaggio all’apparenza invincibile, che dapprima guadagna gloria immortale con la discesa agli Inferi per le sue fatiche e poi difende i suoi familiari dalle minacce di Lico, desideroso di usurpare il trono di Tebe. Ben presto, però, la situazione precipita: posseduto dal demone della follia, il protagonista uccide moglie e figli salvo poi, una volta rinsavito, meditare il suicidio per sfuggire al lutto e al disonore. A risolvere l’intreccio è Teseo, sovrano di Atene: nella seconda parte del dramma egli offre a Eracle amicizia e protezione, aiutandolo ad accettare le umane debolezze che hanno incrinato la armatura monolitica dell’eroe.

Una curiosità…
Come l’Edipo a Colono, così anche l’Eracle si conclude con il benevolo intervento di Teseo nelle vesti del deus ex machina. Quali legami sono ravvisabili fra la scelta drammaturgica compiuta dai due tragediografi e il loro rapporto con la città di Atene?

 

“I cavalieri” di Aristofane

mercoledì 4 aprile 2018, ore 17.00

Atene, satira e democrazia

I Cavalieri di Aristofane raffigurano la scena politica ateniese nel 424 a.C. attraverso una graffiante allegoria politica. All’interno di una casa che appare ormai in disgrazia, trasparente rappresentazione della città di Atene, il vecchio Demos, vale a dire lo stesso popolo ateniese, è di fatto sottoposto ai voleri di Paflagone, uno schiavo straniero dietro cui si scorge in filigrana la persona di Cleone, leader dei democratici radicali. L’azione si sviluppa descrivendo lo scontro per il potere fra Paflagone, appunto, e il suo rivale Salsicciaio, un uomo ancora più rozzo e spregiudicato di lui e capace di volgere a proprio vantaggio i meccanismi del regime democratico assembleare. Con l’aiuto dei giovani cavalieri che formano il coro da cui prende il nome la commedia, l’agone si risolve a favore del Salsicciaio: Paflagone viene scacciato, Demos riacquista il senno e il Salsicciaio viene festeggiato con tutti gli onori per aver saputo restaurare i fasti di un tempo.

Una curiosità…
Lo stesso pubblico che, nel 424 a.C., premia una commedia che ha come principale bersaglio Cleone, pochi mesi dopo assegna al medesimo uomo politico la conduzione della guerra contro Sparta.